SIOR TODERO BRONTOLON

 

 

Il vecchio Sior Todero è l’avido e autoritario capostipite di una famiglia veneziana. Tutti gli abitanti della casa subiscono le sue angherie, dal figlio pavido alla servitù, dalla nuora sottomessa – ma non troppo – alla nipote timorata. Quando a un certo punto la nuora e una sua amica decidono di maritare la figlia Zanetta con il giovane e intraprendente Meneghetto, Todero s’indispettisce per la decisione e promette la nipote al figlio del suo fattore, a sua volta innamorato, ricambiato, di un’altra serva. Dopo diverse vicissitudini, l’azione combinata delle due amiche e del pretendente avranno la meglio sulle intenzioni del vecchio che alla fine “benedirà” l’unione dei due giovani. 

Commedia originariamente in tre atti rappresentata per la prima volta nell’autunno del 1761 e a seguire nel febbraio 1762 nel prestigioso Teatro di San Luca (con il doppio titolo Sior Todero brontolon o sia Il vecchio fastidioso), riflette la sensibilità e la lucida analisi politica di Goldoni nel periodo che precede l’abbandono della città lagunare alla volta di Parigi.

L’edificio familiare su cui si è sempre basata la società veneziana è ora messa in gioco, il lontano Pantalone dalla valenza positiva è diventato un vecchio odioso che vive un delirio di onnipotenza al limite del grottesco e completamente avulso dagli elementi di modernità che vanno inesorabilmente a costituire il futuro. Non a caso, la figura di Meneghetto, il giovane pretendente della nipote, rappresenta quella classe media borghese in ascesa in cui lo stesso autore s’identifica.

 

Magistralmente interpretata da tutti gli attori del cast, con Giulio Bosetti nella parte del protagonista, la pièce diretta da Giuseppe Emiliani gode i benefici di un’altrettanto valida scenografia in cui vengono riprodotti con efficacia gl’interni della dimora. Al di là del lieto fine, quella descritta è una Venezia dai contorni cupi, intrisa di una melanconica decadenza riflessa negli specchi scuri dei canali, il cui labirintico intreccio urbano viene riprodotto nella casa di paròn Todero come una gabbia culturale e sociale alla quale fa da contraltare la satira di costume presente nel testo.

Il lavoro vivifica in questo modo un classico del teatro moderno, che segna una tappa fondamentale nel percorso artistico del drammaturgo veneziano e dipinge un chiaro affresco delle trasformazioni in atto nella stagione di svolta verso la contemporaneità.

 

(Claudio Elli, 3 aprile 2009)

 

 

Giudizio: ***1/2

 

 

 

 

VORTICE – TEATRO FONDAMENTA NUOVE

TEATRO CARCANO

LA BIENNALE DI VENEZIA

TEATRO STABILE DEL VENETO “CARLO GOLDONI”

COMUNE DI VENEZIA – Assessorato alla Produzione Culturale

 

Sior Todero brontolon di Carlo Goldoni

Con Giulio Bosetti, Francesco Migliaccio, Nora Fuser, Caterina Bajetta, Roberto Milani, Emilio Zanetti, Silvia Ferretti, Tommaso Amadio, Franco Santelli, Gregorio Pompei e la partecipazione di Marina Bonfigli

Regia di Giuseppe Emiliani

 

Scene: Nicola Rubertelli

Costumi: Carla Ricotti

Musiche: Giancarlo Chiaramello

Progetto luci: Pasquale Mari

 

Milano, Teatro Carcano, corso di Porta Romana 63

Dal 31 marzo al 9 aprile 2009

www.teatrocarcano.com

 

 

 

 

 

 

In alto: Giulio Bosetti e Marina Bonfigli  © Teatro Carcano Milano