LA DONNA DI UN TEMPO

 

 

Il tempo non è semplicemente quantitativo, ma anche qualitativo. Un amore estivo, adolescenziale, può rivestire un’importanza tale da ripresentarsi dopo ventiquattro anni e distruggere tutto ciò che si è frapposto ad esso ostacolandone la continuità affettiva.

Con Die Frau von früher, Roland Schimmelpfennig, autore che ha visto i natali nell’ex D.D.R., riporta l’amore passato quale movente per la rimozione del presente, con personaggi più simili ai protagonisti di un comics che non di una vicenda reale. In un momento di grande cambiamento, durante un trasloco, riappare a un uomo ormai sposato e con un figlio quello che doveva essere l’amore della sua vita, e che pretende il rispetto della promessa fatta allora come se nulla fosse nel frattempo accaduto.

Sergio Maifredi è riuscito a dare al testo una struttura bidimensionale, come il nastro di un vecchio VHS che si riavvolge per riproporre le scene che conducono al tragicomico epilogo della vicenda nelle loro premesse. Corrado d’Elia interpreta il ruolo del ritrovato homme fatal presentando il suo personaggio come marionetta quasi senz’anima e senza storia, in una caratterizzazione insolita, ma convincente per ironia e contrasto.

Uno spettacolo giocato su ritmi e ripetizioni, divertente pur nella sua drammatica evoluzione, simile al tag di un writer che riporta il suo codice identificativo nella metafora dell’amore come della morte. I personaggi cadono tutti come il soldatino di piombo, nel fuoco di un oblio che pare voler cancellare il vissuto, ma, in questo caso, contrariamente alla fiaba di Andersen, senza potersi congiungere con le ceneri della ballerina di carta. La donna del tempo diviene a questo punto l’emulo di Atropo: taglia il filo che lega le esistenze dell’uomo agognato e della sua famiglia, ponendo la parola fine alle loro storie.

Ultima della stagione Oltre il muro del Teatro Libero, dedicata ai 20 anni dal crollo del muro di Berlino, e inserita all’interno del Festival “Incanti e disincanti” per la Fabbrica dell’Uomo 2009, La donna di un tempo è una pièce surreale, atipica, carica di significati impliciti, che pone la riflessione sulla relazione tra il valore e la fruizione del tempo.

 

(Claudio Elli, 11 luglio 2009)

 

 

Giudizio: ***1/2

 

 

 

 

COMPAGNIA TEATRI POSSIBILI

TEATRI POSSIBILI LIGURIA

in collaborazione con

OUTIS – Centro Nazionale di Drammaturgia Contemporanea

Con il contributo di Fondazione Cariplo

 

La donna di un tempo (Die Frau von früher) di  Ronald Schimmelpfennig

Inserito all'interno del progetto “Incanti e disincanti” (La Fabbrica dell'Uomo 2009)

 

Con Corrado d'Elia, Monica Faggiani, Laura Ferrari, Alice Arcusi, Marco Taddei

Regia di Sergio Maifredi


Milano, Teatro Libero, via Savona 10

Dal 6 al 18 luglio 2009

Spettacolo inserito in invito a teatro fino al 15 luglio

www.teatripossibili.it

 

 

 

 

 

 

 

Foto in alto: locandina spettacolo (particolare)  © Teatri Possibili