ROBINSONADE

 

 

Un materasso di gommapiuma e plastica in cui nascondere l’illusione della propria esistenza. L’isola in realtà è l’eremo da raggiungere, l’oasi segreta che rischia di essere soffocata dall’afasia moderna di una vita negata. La plastica non è l’escamotage utilizzato per la semplificazione semantica di un trash letterale, ma la veridicità oggettiva di una maschera sotto cui si nasconde l’umanità. E il taciturno “Robinson”, contrariamente all’isterico “Venerdì”, diviene a questo punto l’emulo di Diogene, lo stalker degli anfratti celati dell’Uomo, al di fuori del nulla strutturale in cui rischia di svanire.

Uno spettacolo pulito, lineare, d’ispirazione beckettiana, con poche – ma efficaci – battute, ben studiato nei dettagli e dotato di una sofisticata ironia nei dialoghi, movimenti e situazioni. Quasi una parentesi comica sulla tragedia di un’umanità sperduta.

 

(Claudio Elli, 21 novembre 2008)

 

 

Giudizio: ***

 

 

 

 

CAPOTRAVE presenta:

 

Robinsonade di Lucia Franchi e Luca Ricci

Collaborazione alla drammaturgia e azione: Simone Faloppa e Pietro Taglieri

Regia di Luca Ricci

 

Scena: Alessandro Rosa e Licoris Lelli

Disegno luci: Luca Giovagnoli e Stefan Schweitzer

 

Milano, PiM Spazio Scenico, via Tertulliano 69/70

Dal 14 al 17 novembre 2008

www.pimspazioscenico.it

 

 

 

 

 

In alto: foto di scena  © CapoTrave 

© Ufficio Stampa PiM Spazio Scenico