PREVISIONI METEO: DILUVIO UNIVERSALE - The rise and fall of Gianpy
Geniale.
In
un divertentissimo "one man show" di poco più di un’ora Eugenio De
Giorgi sintetizza circa un anno (a cavallo fra il 2004 e il 2005) della storia
economico-politica del nostro paese: la scalata ad Antonveneta da parte
dell’amministratore delegato di BPL Gianpiero Fiorani con i suoi accoliti.
E’
una sorta di "J’accuse" italiano che si snoda in una decina di
scene, dove i personaggi diventano maschera e le situazioni diventano
stereotipo, prendendo la forma di uno spettacolo comico, di denuncia e perché
no, didascalico, perfetto per la nostra epoca di scandali e disastri economici,
dai quali i furbi che movimentano grandi cifre nell’economia virtuale si
salvano sempre mentre l’uomo di strada perde i risparmi reali di una vita.
Non
solo De Giorgi crea queste maschere, ma le interpreta, tutte, da Gianpiero
Fiorani e Antonio Fazio a Silvio Berlusconi, passando per Emilio Gnutti, Stefano
Ricucci e, uno fra i tanti, l’imprenditore lodigiano che ha fatto da
prestanome per l’acquisto della azioni di Antonveneta, caratterizzandole
meravigliosamente, senza tirare il fiato, dando loro vita tramite la gestualità
e il linguaggio che attinge dall’italiano, dai dialetti e dalle lingue
straniere (ah, quei benedetti anglicismi, che ci fanno sentire tanto più "in"
e che Fiorani/De Giorgi mette ovunque, mentre si fa il training autogeno perché
"la vita è cara").
L’uomo
di strada ringrazia.
(Alessandra
Antiga, 16 gennaio 2009)
Giudizio:
****
LA COMMEDIA DELL'ARTE NEL CONTEMPORANEO
Dario Fo è riuscito nell’intento di
portare i testi dei vangeli apocrifi e le storie degli jaculatores medioevali
dai sagrati delle chiese all’Off Teatro di denuncia, grazie a una
ricerca di linguaggio che vede il grammelot protagonista idiomatico della
scena, in una tradizione che precede addirittura la Commedia dell’Arte.
Sempre Fo, con spettacoli di tragica
attualità quale Morte accidentale di un anarchico o insieme a Franca
Rame con spettacoli di accesa satira di costume, si è rapportato alle tematiche
del contemporaneo staccandosi però dal contesto linguistico che lo aveva
caratterizzato a partire da Mistero buffo.
Il teatro di narrazione di Paolini, Pesce,
Celestini ed altri, porta invece la scena su un altro piano comunicativo,
avvalendosi in alcuni casi dell’esperienza del “teatro canzone” gaberiano,
affrontando temi scottanti del presente, in molte occasioni riguardanti fatti
scabrosi poco frequentati dalla stessa stampa, in cui la stessa polemica
costruttiva diviene soggetto teatrale, ben oltre i confini della drammaturgia
tradizionale.
Eugenio de’ Giorgi ha creato invece la liaison
tra quella tradizione legata alla Commedia dell’Arte e l’attualizzazione
dei soggetti, creando a tutti gli effetti una nuova espressività teatrale. I
suoi caratteri sono maschere del presente, personaggi reali dalla forte vis teatrale
come potevano esprimersi tre secoli fa i corrispettivi Arlecchino, Pantalone,
Brighella… Non a caso, Previsioni meteo verrà tradotta in inglese con
l’utilizzo dei variegati patois dell’isola britannica per
l’interpretazione dei diversi caratteri.
Un esempio dunque dell’universalità di
questo testo, ben superiore a una semplice satira “di circostanza”, a
dimostrazione che un genere non conosce necessariamente il limite di tempo e
luogo, ma può sempre essere attualizzato per un diverso cammino artistico ed
espressivo.
(Claudio Elli, 16 gennaio 2009)
ASSOCIAZIONE TEATRALE DUENDE
Previsioni meteo: diluvio universale. The rise and fall
of Gianpy
Di e con Eugenio de’ Giorgi
Milano, Teatro Olmetto, vial Olmetto 8/a
Dal 12 gennaio al 1° febbraio 2009
Foto in alto: Eugenio de’ Giorgi
© Ufficio Stampa Teatro Olmetto Milano