NUMERO 199
Eugène Delacroix, La libertà che guida il popolo ( La liberté guidant le peuple ), 1830, olio su tela, cm. 325 x 260 © Musée du Louvre, Paris
Un
numero particolare, dedicato alla libertà di stampa in concomitanza con le
manifestazioni che si terranno sabato 3 ottobre, in particolare a Roma e
Milano, e che dimostrano l’anomalia dell’Italia, purtroppo, anche nel campo
dell’informazione e della comunicazione mediatica rispetto agli altri partner
occidentali, evento al quale Puntoelinea Magazine aderisce come testata. Molti
si chiederanno il motivo per cui un sito giornalistico di cultura e spettacolo
come il nostro abbia deciso di dedicare praticamente un intero numero
all’argomento, ma la risposta in realtà è già insita nei contenuti espressi
da parecchi articoli ed editoriali già pubblicati nel magazine. Se il teatro,
come tutta l’arte nella sua peculiarità poetica, incarna nelle diverse
modalità il contenuto sublime della comunicazione, non sarebbe per noi
possibile estraniarci da un contesto rivendicativo più generale della libertà
di espressione in un momento in cui viene posto in pregiudicato. A maggior
ragione noi, che essendo on line siamo presenti tra chi rappresentano
probabilmente un salto nella capacità di divulgazione dell’informazione dopo
l’invenzione di Gutenberg, peraltro con un’altrettanto rivoluzione
nell’impiego del supporto – dal cartaceo al digitale – simile a quella che
vi fu nel IV secolo quando si passò dal volumen al codex. Chiudere gli occhi e
ignorare questa battaglia nel nostro Paese sarebbe come promuovere una
bellissima e veloce autovettura a cui però sono stati occlusi i circuiti di
alimentazione. E se consideriamo che la libertà di stampa e d’informazione
prescinde da qualsiasi altra libertà in un Paese che si dice democratico e che
un organismo internazionale come Reporters sans Frontières pone
nell’esercizio di questo diritto l’Italia solo al 41° posto nel mondo
mentre per esempio l’Olanda, comunque presente come noi nella Comunità
Europea, è al primo… Ai presenti – e non in questo caso ai posteri –
l’ardua sentenza!
Claudio Elli